Chiesa di San Giovenale

Chiesa di San Giovenale

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Cenni Storici

La Chiesa di San Giovenale, nella frazione di Logna, parrocchiale, preceduta da un portico, appare nell`insieme una ricostruzione del XV secolo o degli inizi del XVI, ma la sua origine è certo molto precedente.
La chiesa era di iuspatronato della Comunità.
Nel 1712 il Vescovo Lascaris vi contò sette altari (Crocifisso, Annunziata, Rosario, S. Giuseppe, Madonna Lauretana, S. Rocco e S. Bernardino).

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Chiesa di San Giovenale

L`atrio, la lunetta dell`ingresso e l`interno furono quasi interamente affrescati nel XVI secolo da maestranze della Valnerina, dalla seconda generazione degli Sparapane e dalla scuola umbra-folignate.
Questa decorazione, riscoperta a partire dal 1911 e pervenutaci quasi interamente, rende il significato dell`impresa votiva in cui furono impegnati numerosi nuclei della piccola comunità.
Nell`atrio, abbellisce l`anta sinistra una grande Annunciazione eseguita nel 1561 da Vincenzo e Girolamo Sparapane, con la seguente iscrizione: – Fecit fieri Dominicus Jentilis. “Lo fece fare Domenico Gentili
Il dipinto è analogo a quello del Lazzaretto a Roccaporena.
L’incontro dell’Angelo avviene sul profilo di un elegante portico del rinascimento: la Vergine è seduta su di una panca davanti ad esile badalone con libretto aperto.
Il volto è laccato, la scollatura piatta, le mani posate in croce come nei molti nicchioni della zona di Norcia secondo il manierismo stanco peruginesco.
Le vesti dell’Angelo sono svolazzanti e a sbuffi. Eleganti le lesene dipinte a candeliere del portico, sostenenti soffitto a lacunari.
Messer Domenico Gentili committente è in un angolo ai piedi della Beata Rita che con la corona nella sinistra, porge pietosa al bacio la mano destra.
Appartengono invece all’inizio del secolo e alla scuola operante in Valnerina (di maggiore qualità degli Sparapane) i dipinti della facciata a sinistra del portale ogivale e sulla sua lunetta.
Rappresentano una Madonna lauretana in parte coperta dalla volta, raccolta in preghiere, dagli occhi intensamente espressivi.
Accanto, in finto portico è S. Giovenale sorridente incoronato da due Angeli, e sulla lunetta gotica adorna di cornice rinascimentale con i tre medaglioncini (Cristo, S. Pietro e S. Paolo) è dipinta un’altra Annunciazione.
L’Angelo col giglio in mano si è appena posato etereo davanti all’esile Vergine che ha interrotta la lettura per ricevere in preghiera il grande annunzio.
Ammirevole l’eleganza, la coerenza stilistica, la fluenza ritmica delle linee: opera di uno dei migliori manieristi perugineschi con ricordi toscani, attribuibile a Giovan Battista da Norcia.
Sul pilastro Santa Lucia.

Interno:

L’interno è ad una navata con copertura a capriata, ornato da sette altari e ricchissimo di affreschi votivi del sec. XVI.
Iniziando dalla parete sinistra, su finta nicchia trilobata un S. Claudio, accanto c’è l’affresco della Madonna della Misericordia o del voto, che incoronata da due Angeli, ricopre col manto il popolo, autorità religiose e civili ad imitazione dei Gonfaloni.
Sono opera del medesimo pittore della lunetta del portale, di influsso d’arte umbra anteriore al Perugino (fine sec. XV) più attinenti al Melanzio.
Sul primo pilastro di sinistra a sostegno del primo arco di volta, è dipinto altro S. Giovenale con la dedica: – Fecit fieri Dominicus Jentilis 1567 -“Lo fece fare Domenico Gentili 1567” opera di Vincenzo Sparapane.
Il battistero nell’angolo, dei primi del Cinquecento, è una vasca rinascimentale con coperchio a cupola in pietra lobata con piramidio e palla a sostegno della statuetta del Battista (ora mancante).
Il tutto è sostenuto da un pilastrino scanalato con basamento a cornici.
Nei pressi è un tabernacolo murale in pietra con al sommo una testa cherubica, e altre tre nel frontoncino con cornice, sorretto da due pilastrini su base a mensola adorna di perline.
Sulla cornice si legge: – Verbum carelactum est– “Il Verbo si è fatto Carne“.
Era dunque per il Sacramento. Sulla porticina è dipinto uno stemma. Insieme al battistero sono opera del primo Cinquecento.
Dietro al Battistero è dipinto S. Claudio, una Madonna col Bambino dal disegno graffito e un S. Antonio di Padova, sempre della metà del secolo XVI.
Il primo altare ligneo a sinistra era dedicato al S.Rosario del 1577: –Hoc opus faciendumcuravitSocietasSS.MI Rosari tempore Prioris Joannis Antonii Francisci, die XXV 9bris MCCCCCLXXVII.- “Fece fare quest’ opera la società del SS.mo Rosario al tempo del priore Giovanni Antonio Francisci, il giorno 25 novembre 1577.”
Nei plinti è dipinto S. Giovanni Evangelista e S. Caterina, opera degli Sparapane del 1567. Sul primo altare è ora un affresco del presepio, la tela originaria è stata spostatasopra la porta.
Seguono due affreschi rappresentanti S. Antonio Abate con la dicitura:-Hoc opus fecit fieri Miehelangelus Agostini 1576 “Fece fare quest’opera Michelangelo Agostini 1576” e la Madonna in trono col Bambino: – Hoc opus F. F. PetrusTomhasAntonii ex voto. – “Quest’opera la fece fare Pietro Tomaso di Antoni, per voto.”, probabilmente opera del pittore nursino Agostino Carducci, e una Madonna con Bambino.
Nel secondo pilastro di sinistra, Madonna con Bambino incoronata da due Angeli, opera di Vincenzo Sparapane datata 1576. Accanto è altro quadro votivo rappresentante un S. Leonardo, patrono dei pellegrini e carcerati.
Nel secondo altare a sinistra, della Purificazione di Maria SS.ma domina la statua lignea della Madonna del sec. XV. La Vergine ha la veste broccata e un abbondante manto dai lembi ripiegati sulle ginocchia secondo il tradizionale stile gotico.
Anche il Bambino ha lo stesso duplice panneggio.
Le figure non sono prive di quella popolare maestà tanto cara agli scultori abruzzesi (misura cm. 120 x 30).
Sopra la tela raffigurante l’Annunciazione, di pittore ignoto con sottoscritta dicitura: “Virg in gremiorefulgetsapietpatris” “La sapienza del Padre risplende nel grembo della Vergine”.
L’altare è contornato da 5 quadri con scritte in latino tratte da libri sacri:
• in alto a sinistra: Il Signore tuo Dio susciterà per Te un profeta, come me, dalla sua gente e dai suoi fratelliDEUTERONOMIO XVIII;
• in alto a destra: Lo porrò sopra la tua sede, frutto del Tuo ventreSALMI CXXXI;
• in basso a sinistra: Ecco, la Vergine concepirà e partorirà un figlio e il suo nome sarà EmmanueleISAIA VII;
• in basso a destra: Il Signore ha creato sulla terra una cosa nuova. Una donna circonderà un uomoGEREMIA XXXXI;
• in alto non leggibile
Segue sulla parete, rovinata in parte dall’apertura di una porta, un’Annunciazione: replica della prima del portico, opera degli stessi Sparapane, del 1561.
Infine, sul terzo pilastro sostenente l’arco trionfale, frontalmente un S. Sebastiano e un S. Rocco e di fianco, una Madonna col Bambino, della scuola della Valnerina operante a S. Giorgio, di seguito una statua di S. Rocco.
Altare centrale dedicato al SS. Sacramento, al centro la Crocifissione ed al lato destro la statua di S. Giovenale e a sinistra S. Antonio Abate.
Sulla volta sono raffigurati i Quattro Evangelisti con finto mosaico.
Sull’altare maggiore campeggia il grande tabernacolo ligneo a tempietto sorretto da sfingi (il Fabbi nel 1975 parla di draghi alati), affine a quello della Colleggiata di Santa Maria a Cascia, opera di Francesco Piergentili (entro il tabernacolo è riposto il ciborio esagono con angoli scolpiti a cornici e listelli).
Degni di nota sono il bel paliotto liberty in terracotta e una Madonna col Bambino, statua lignea policroma (la data 15 […] si riferisce probabilmente ad un restauro).
Nella parete destra, presso il presbiterio si trova una statua di S. Bernardino da Siena, di seguito sorge in finta lunetta l’immagine della Madonna col Bambino con accanto S. Giovanni Evangelista. Nel secondo altare di destra, dalle colonne barocche a chiocciola carolitiche sostenenti trabeazione, è la tela cinquecentesca del Rosario di un certo pregio con attorno i medaglioni dei 15 misteri.
La Madonna è sul trono con ai piedi S. Domenico e S. Caterina. Leggiamo: –Maria flosvirginum ve/ut rosa .- “O Maria, fiore delle vergini, come rosa
Nel secondo pilastro di destra frontalmente sono due quadri votivi: Una dolcissima Madonna dalle braccia incrociate (simile a quella del voto) di scuola umbra folignate (Mezastris Melanzio).
Le è accanto S. Giovanni Evangelista dalle belle trecce, col bastone e libro.
Sono del passaggio tra il quattro e il cinquecento.
Sullo stesso pilastro, di lato è dipinta una S. Lucia e un S. Giacomo, opera di Vincenzo Sparapane del 1532.
Nel primo altare a destra è una tela della Vergine lauretana (ora in sagrestia) entro un tabernacolo a mo’ di statua, vi si legge: “ Sono nera ma graziosa “, con ai piedi S. Paolo e S. Francesco, opera di Francesco Vanni, che per la robustezza di questi due ultimi personaggi, dimostra di appartenere alla scuola romana post Caravaggesca.
Qui si legge: “Nolite considerare quodfuscasimquiacoloravit me sel” “Non prendete in considerazione il fatto che Io sono nera, perché mi ha decolorato il sole”.
Sui dadi delle colonne lignee sono raffigurati lo stemma della famiglia Tonni e la dedica: “Hoc opus fieri Ioannes Bernardus Tonnus A.D. 1605”.- “Quest’opera l’ha fatta fare Giovanni Bernardo Tonni anno 1605″
Nel primo pilastro di destra sono i quadri votivi di S.Sebastiano e S.Rocco, opera dei pittori della Valnerina del 1532 operanti nel vicino San Giorgio.
Segue su finta nicchia trilobata e drappeggiata, S.Leonardo dello stesso stile di maniera, vicino ad un dipinto di una Trinità (Opera d’ignoto) una Bolla in ottone posta nell’anno Santo del 1900 per indulgenza da papa Leone XIII.
Ricca è anche la suppellettile della sagrestia, fra cui il Reliquiario gotico di San Giovenale (sec. XV) in rame sbalzato dorato, gioiello di oreficeria sulmonese come quello di S. Benedetto, S. Giorgio e Colle d’Avendita, ma posteriore ad essi di mezzo secolo avvicinandosi per il piede al secolo XVI.

Galleria

Foto nella pagina: Galleria Chiesa

Fonti documentative

Toscano B., Giacchè L., Ragni B., (1977), L’Umbria. Manuali per il territorio. La Valnerina. Il Nursino. Il Casciano, Roma, Edindustria

Articolo estratto dal sito i luoghi del silenzio.